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La stanchezza in Medicina Tradizionale Cinese

di Enrico Colmi, medico e maestro di Taijiquan e Baguazhang

CONSIDERAZIONI GENERALI

Non si può considerare la STANCHEZZA da un punto di vista generale, in quanto è un fenomeno piuttosto complesso, a eziologia molteplice, che si manifesta in forme diverse. Possiamo distinguere una stanchezza fisiologica, una stanchezza fisiologica che diventa patologica e una stanchezza sempre patologica.

 

LA STANCHEZZA FISIOLOGICA

In senso fisiologico si può considerare la stanchezza come un segnale di allarme che scatta quando l'organismo si avvicina ai propri limiti.

E' questa la stanchezza fisica che interviene dopo uno sforzo intenso e/o prolungato. E' caratteristica ad esempio dell'attività sportiva (ai nostri giorni, per effetto dell'automazione, sempre meno di quella lavorativa) dove viene considerata un limite che l'atleta si propone di spostare a livelli sempre più alti, per migliorare la propria prestazione. In questo senso è uno dei parametri che vengono presi in considerazione nella metodologia dell'allenamento, in cui vengono studiate tecniche volte a migliorare la resistenza alla fatica. Si tratta di un settore specifico, che interessa soprattutto preparatori atletici ed allenatori sportivi, e che richiede una particolare competenza sui meccanismi fisiologici alla base dell'attività fisica.

Vi è anche una stanchezza mentale, dovuta ad una attività mentale intensa per studio o per lavoro. I limiti entro cui questa stanchezza si mantiene nell'ambito della normalità sono molto variabili: se l'impegno risulta piacevole, difficilmente subentra la stanchezza (vedi ad esempio scrittori, scienziati, filosofi, ecc. o comunque persone coinvolte positivamente dalla propria attività intellettuale); al contrario lo studente che ha un approccio negativo nei confronti della materia di studio spesso trova grande difficoltà di concentrazione ed un livello di soglia della stanchezza molto basso.

La stanchezza fisiologica è facilmente individuabile, non provoca sensazioni particolari di malessere e si caratterizza soprattutto per tempi di recupero molto brevi (un breve riposo o al massimo un sonno ristoratore sono sufficienti per un recupero totale delle proprie condizioni ottimali).

 

LA STANCHEZZA FISIOLOGICA CHE DIVENTA PATOLOGICA

La normale stanchezza diventa patologica quando vengono superati i limiti individuali. Un segnale che si stanno superando i propri limiti è dato dal decadimento e dal peggioramento della prestazione, sia questa fisica o mentale. Nell'ambito della prestazione sportiva vi sono da una parte fautori della teoria che quanto più uno fatica, tanto migliori saranno i risultati; dall'altra si sostiene che quando uno è stanco, è giusto che si riposi. In realtà si è visto che i migliori risultati si ottengono quando ci si sottopone ad una giusta dose di fatica, che consenta di migliorare le proprie prestazioni senza arrivare ad un livello di stanchezza patologica. Sia nell'ambito della stanchezza fisica che di quella mentale gioca un ruolo fondamentale (come abbiamo visto) il tipo di approccio.

Segnali che la stanchezza sta diventando patologica sono la difficoltà di recupero (non è più sufficiente il riposo) e la comparsa di una serie di sintomi negativi che tendono ad aggravarsi e consolidarsi nel tempo.

 

LA STANCHEZZA (sempre) PATOLOGICA

E' sicuramente la forma di stanchezza più frequente. Nella maggior parte dei casi la stanchezza non trova una giustificazione obbiettiva negli sforzi fisici o mentali realmente compiuti dall'individuo. Vi è associato uno squilibrio della sfera psico-emotiva. Il quadro si presenta complesso e di difficile interpretazione, è difficile razionalizzare la situazione.

Ecco alcuni dei disturbi più frequenti: si è stanchi ancor prima di cominciare un lavoro; il riposo non riduce la stanchezza e spesso dopo il riposo si è più stanchi di prima; è presente facilmente insonnia; non si riesce a dare una spiegazione razionale allo stato di stanchezza; compaiono circoli viziosi, a tipo “meno si fa, meno si farebbe”; compaiono tutta una serie di disturbi a tipo psicosomatico, difficili da inquadrare e da gestire.

Spesso il soggetto vittima di questo tipo di stanchezza non ricorre a nessun tipo di intervento, perché si ritiene non esistano rimedi ad una situazione difficilmente spiegabile e che non rientra comunque nel quadro di una patologia definita. Nelle situazioni più gravi si ricorre all'intervento dello psicologo e/o a trattamenti farmacologici.

In questi casi si rivela particolarmente efficace l'approccio della Medicina Tradizionale Cinese.

 

LA STANCHEZZA secondo la MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) considera i fenomeni naturali come espressione di una energia globale, il QI o (CHI) che pervade ogni cosa. Facendo riferimento all'essere umano, se viene rispettato l'ordine naturale delle cose e se ne rispetta l'equilibrio, il QI fluisce liberamente e il soggetto vive in uno stato di benessere (che dovrebbe rappresentare la sua condizione naturale). Quando per cause esterne o interne al soggetto si rompe tale equilibrio si verificano condizioni di ristagno del QI, che provocano come conseguenza stati di eccesso energetico (pieno) o di carenza (vuoto) a carico dei 5 organi della MTC. (*)

Dal punto di vista della MTC la stanchezza può rappresentare proprio un sintomo precoce della rottura degli equilibri all'interno o nelle relazioni reciproche dei 5 organi. Sempre secondo la MTC anche le emozioni rappresentano una forma particolare di energia collegata in maniera specifica agli organi. Se individuiamo quindi il tipo particolare di stanchezza e le emozioni ad essa collegate, possiamo intervenire non solo a combattere il sintomo (la stanchezza), ma possiamo anche risalire alla causa dello squilibrio, prima che questo possa provocare danni più gravi.

 

Accenniamo qui alle emozioni collegate ai 5 organi ed al tipo di stanchezza che possono provocare.

FEGATO La dinamica energetica collegata al fegato è l'avvio dell'azione, la partenza. Se le nostre iniziative, i nostri slanci vengono bloccati sul nascere da situazioni esterne (ma anche da paure e blocchi interiori), subentra uno stato di frustrazione, talvolta di impotenza; lo sforzo di compiere un'azione da una parte, il blocco della stessa dall'altra, provoca uno stato di esaurimento energetico, con conseguente sensazione di stanchezza. Spesso si associano manifestazioni di intolleranza: acredine, rimuginamento, rabbia, collera, ira, che a loro volta finiscono per esaurire ancor più le riserve energetiche ed aumentare lo stato di stanchezza.

CUORE In tutte le tradizioni al Cuore si associa il sentimento dell'amore. In questo caso è facile comprendere quanto condizioni come quello dell'innamoramento (ma anche le altre forme di amore, come ad esempio quella genitore-figlio) possano da una parte caricare energeticamente, ma dall'altra portare a stati di esaurimento anche gravi quando la relazione si complica o arriva al punto di rottura: il fatto di sentirsi “svuotati “ e incapaci di compiere qualsiasi azione, indica l'esaurimento della propria riserva energetica.

POLMONI Rappresentano il collegamento fra l'individuo e l'ambiente esterno. Quando si rompe tale equilibrio, il soggetto è portato a rinchiudersi su se stesso, con atteggiamenti che vanno dal rifiuto, alla melanconia, alla tristezza ma che arrivano ai livelli più estremi alla depressione ed al suicidio. Si ha in queste situazioni come un annichilimento energetico, la stanchezza si fa sempre più profonda fino all'autodistruzione dell'individuo.

RENI In MTC rappresentano la riserva delle nostre risorse energetiche, che riceviamo dai genitori e che siamo chiamati a gestire nel corso della nostra vita. Si può paragonare tale funzione a quella genetica della medicina occidentale ed è altresì collegata alla sfera sessuale. Dal punto di vista emotivo esprimono la volontà dell'individuo o, al contrario, in negativo, la paura in tutte le sue forme. L'energia dei reni è considerata fondamentale in MTC perché la più difficile a rigenerarsi, anzi si considera il progressivo esaurirsi di tale energia come la causa dei processi di invecchiamento. Per questa ragione si consiglia un'attività sessuale equilibrata ed un lavoro intenso e specifico sull'energia specifica dei reni e sulla volontà (es. con certi esercizi di qigong). La stanchezza per esaurimento dell'energia reni è la più profonda e la più difficile da curare.

MILZA-PANCREAS Rappresentano il centro energetico, il punto di equilibrio del sistema, dal punto di vista emotivo la tendenza a mantenere tutto sotto controllo. Si squilibrano facilmente sotto l'azione di stimoli molteplici e complessi provenienti dall'esterno e per il tentativo di riequilibrare il sistema quando uno più organi si trovano in condizioni di scompenso. Il viscere collegato, lo STOMACO, può risentire della difficoltà di “digerire”, sia in senso fisico che emozionale. In questo caso è la necessità (o la volontà) di far fronte alle diverse esigenze e di mantenere la situazione sotto controllo che provocano l'affaticamento e la stanchezza progressiva.

 

Ovviamente le situazioni che si presentano nella realtà si rivelano più complesse e spesso variamente combinate fra loro. Un'analisi della situazione del sintomo “stanchezza” valutato secondo i criteri della MTC può consentire di inquadrare gli eventuali squilibri energetici e di conseguenza intervenire per risolvere tempestivamente situazioni destinate ad aggravarsi col tempo.

Gli strumenti utilizzati dalla MTC sono vari, ma il più efficace in questi casi si è dimostrata l'agopuntura, in grado di riequilibrare con le azioni di tonificazione (in caso di vuoto) o di dispersione (in caso di pieno) gli organi interessati.

Complementare alla MTC è il QIGONG (o CHI KUNG) cinese. Con tale termine si indicano tutta una serie di esercizi che mirano a equilibrare e/o potenziare l'energia vitale dell'individuo. Fra questi particolarmente utili sono “I 6 suoni guaritori”, per il riequilibrio delle emozioni legate ai singoli organi e l'esercizio della “Respirazione della Colonna” per potenziare l'energia globale e quindi combattere la stanchezza legata all'esaurimento delle proprie riserve. (**)

 

CONCLUSIONE

L'utilizzo di tecniche adeguate (la MTC e il qigong) possono rivelarsi utili per combattere il sintomo “stanchezza” e prevenire eventuali scompensi ben più gravi che potrebbero manifestarsi in un secondo tempo. L'eventuale miglioramento della situazione, con il relativo stato di benessere, possono favorire un approccio più appropriato ed equilibrato dell'individuo nell'affrontare le eventuali situazioni di disagio così come i problemi più seri.

E' evidente che sono le scelte individuali a determinare gli sviluppi delle situazioni: se si continua a mantenere comportamenti o a fare determinate scelte, le conseguenze saranno inevitabili. L'intervento esterno con la MTC, o l'utilizzo di tecniche estremamente efficaci come quelle del qigong cinese ci possono aiutare a meglio comprendere e ad inquadrare i problemi, ma non ci possono aiutare a risolverli.

 

(*) Viene data una presentazione delle basi della MTC molto sintetica e schematica. Non è possibile ovviamente riassumere in maniera esauriente in poche righe un sistema così complesso come quello della MTC.

(**) Vedi al riguardo i miei precedenti articoli apparsi sull'Ampolla di Asclepio.

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